Andrea Giomo
 
 

Analisi Sensoriale
 
 

 
 
   

  Ci spiega cos'Ë l'analisi sensoriale? 

 

Líanalisi sensoriale Ë un insieme di metodi che permette di rendere obiettive e misurabili le caratteristiche percepibili, mediante gli organi di senso, di qualsiasi prodotto, ambiente o servizio in condizioni controllate. In altri termini Ë un sistema organizzato di tecniche che permette di oggettivizzare le soggettivit‡ individuali proprie delle mappe percettive. Ogni persona possiede un proprio sistema di percezione formato dagli organi di percezione (anatomia) da un lato e dalle funzionalit‡ del sistema nervoso centrale (fisiologia) dallíaltro, che insieme permettono la definizione di una ìmappaî che stima tutto ciÚ che ci circonda e che, come scrisse Alfred Korzybski, non Ë il territorio; ovvero non possiamo percepire la realt‡!! La mappa di ogni persona, dal mio punto di vista, Ë sacra e non puÚ essere ìviolentataî ciÚ che il metodologo sensoriale puÚ fare Ë gestire in maniera opportuna le mappe soggettive e personali al fine di trarne dei risultati oggettivi il pi˘ ìprecisiî (ripetibili e riproducibili) possibile, ovvero con una bassa incertezza di misura.

Fare analisi sensoriale presuppone líapplicazione di una serie di tecniche, per lo pi˘ normate o per lo meno riconosciute internazionalmente dal mondo scientifico, in un ambiente controllato conforme a quanto specificato dalle norme stesse, con un insieme di ìgiudiciî opportunamente selezionati ed addestrati: tutto il resto non Ë analisi sensoriale!

 

 

  Quali sono i settori nei quali fino ad oggi era applicata?

 

Le applicazioni dellíanalisi sensoriale fin dagli albori (il primo testo universalmente accettato fu del 1965 ñ Amerine, Pangborn & Roessler) furono principalmente legate al settore alimentare e dal rapporto con esso nascono gran parte delle tecniche che oggi si conoscono. Al principio furono i test analitici ad interessare gli scienziati, ma poi, si rilevarono sempre pi˘ importanti i test dedicati al consumatore (consumer science) a tal punto da divenire branca a se, molto introdotta nel marketing, nel variegato mondo della valutazione sensoriale. Attualmente stanno nascendo sempre nuove applicazioni, che mantengono comunque líoriginaria impronta: lo studio e líanalisi delle percezioni stimolate da un oggetto.

Nel campo del food líanalisi sensoriale ha permesso un approfondimento nelle conoscenze dei prodotti per il consumo, al fine di migliorare la qualit‡ presentata al consumatore e accorciare i tempi di sviluppo dei prodotti.

Nel campo del non food le applicazioni vanno dai prodotti tessili dei vestiti, ai prodotti per líigiene intima o per la cura della persona, per la bellezza, oppure i prodotti da bazar (cartoleria, giocattoli, ecc.). Ma anche lo studio dellíambiente (marketing percettivo) dove avvengono importanti attivit‡ (vendita, contrattazioni, relax, ecc.) attraverso le percezioni dei fruitori Ë un importante campo di sviluppo.

Difatti oggi pi˘ che mai si sta parlando di ìproduct experienceî piuttosto che di analisi, soprattutto nellíapplicazione della metodologia sensoriale nel campo del ìemotional designî, ovvero della progettazione interattiva di manufatti siano essi architettonici o díuso comune come ad esempio le famose teiere di Norman (La caffettiera del masochista ñ psicopatologia degli oggetti quotidiani. Giunti Editore, 1997). Uno degli obiettivi pi˘ importanti dellíapplicazione del metodo ai prodotti di consumo Ë il miglioramento della comunicazione interattiva fra chi produce il bene o chi lo mette a disposizione e chi ne fruisce pienamente (utilizzatore finale), al fine di migliorarne la qualit‡ di vita.

 

 

  Come viene impiegata in architettura e per quali finalit‡?

 

Líimpiego della metodologia sensoriale nellíambito dei progetti architettonici Ë fattibile grazie soprattutto agli strumenti informatici che permettono una simulazione tridimensionale (rendering) dei costrutti molto vicino alla realt‡, per cui Ë possibile applicare una profonda analisi strutturata ai singoli progetti, prima che essi siano messi in opera.

Il punto cruciale Ë: come progettista/creativo, sono disposto a porre in valutazione le mie ìcreatureî?

Il passo evolutivo critico nei settori del design, come lo fu a suo tempo per il food,  Ë quello di mettersi in gioco e porre il proprio ingegno in analisi al fine di ottimizzarne la percettibilit‡ o la congruit‡ comunicazionale.

La nostra esperienza, maturata nellíambito di un analisi del percepito di un progetto di museo per il Feng-Shui, ha portato alla consapevolezza della fragilit‡ tremenda che esiste nel ponticello che il designer stabilisce con il suo potenziale fruitore, difatti, circa il 60% dei manufatti architettonici analizzati stimolava nellíavventore un messaggio nettamente opposto a quello previsto e voluto dallíideatore delle architetture.

Applicando il sistema strutturato di indagine (tipo il modello kansei) si Ë potuto modificare i manufatti in tempo quasi reale, al fine di ottenere un buon livello di gradevolezza ed utilit‡ funzionale nel potenziale fruitore del museo.

In questi casi il punto critico da valutare con molta attenzione Ë il campionamento del panel di valutazione, che, oltre ad avere una adeguata numerosit‡ (centinaia di persone) deve essere ben distribuito nello spazio e fra i parametri socio-demografici.

 
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